• Simple Item 5
  • Simple Item 3
  • Simple Item 7
  • Simple Item 1
  • Simple Item 4
  • Simple Item 8
  • Simple Item 14
  • Simple Item 6
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13

Intreccio
Custodi di un passato di tradizioni, ricco di tecnica e segreti di manifattura, le produzioni locali ad intreccio caratterizzano i territori, tramandando conoscenze e pratiche d'uso quotidiano. Abili mani intrecciano suggestivi manufatti creati con il progredire delle forme e delle decorazioni. Contenitori pregiati, funzionali ed esclusivi, da utilizzare e da apprezzare con puro senso estetico. La tradizione distingueva due tipi di manifattura, una maschile più solida e realizzata in ambiente rurale, ed una femminile, più fine e decorata, destinata all'ambiente domestico. La natura locale, caratterizzata dalla vegetazione mediterranea, da sempre offre eccellenti materie prime. Evoca il mare e la sabbia il giunco, i campi e il sole l'asfodelo, e poi ancora il fieno, il mirto, il lentischio, la palma nana, la paglia, la canna. Le forme variano con più funzione. Cesti profondi a calotta rovesciata corbule, ampi canestri con i margini bassi per la lavorazione del pane, preziosi cofanetti per i dolci cuffinus, robusti cestini con i manici per il trasporto di alimenti. Le tipologie continuano con numerose varianti locali ideate per usi specifici nella cultura materiale. I tratti tipici e i linguaggi stilistici del passato sono riprodotti oggi con uguale maestria e aprono scenari ad inediti e interessanti rielaborazioni. (Credits: SardegnaArtigianato) In Sardegna, la diversa distribuzione della fibra di trama sull'ordito determina la distinzione di due diverse tecniche compositive: le strutture a spirale e le strutture ad incrocio. A queste si aggiungono gli intrecci usati per tetti e stuoie; per occasioni o cerimoniali sacri, come la palma in occasione della Pasqua; per la seduta delle sedie caratteristica della cucina sarda; per le attività lavorative quotidiane legate al settore di interesse, come le nasse per la pesca; i cesti per il pane.

Struttura intreccio a spirale
La spirale è costruita con un fascio di fieno marino o fieno di grano, essiccati e idratati prima della lavorazione per facilitarne la manipolazione. L'origine dell'intreccio è una piccola spirale di ordito, intorno alla quale s'impostano le prime concatenazioni. La tessitura, sempre spiraliforme è realizzata a punto a torsione con l'aiuto di un grosso ago, auggia, utilizzando foglie di palma nana essiccata o rafia, che viene fatta passare attorno alla spira avvolgendola saldamente con quella sottostante con punti a laccio, che possono determinare una cucitura radiale o una cucitura semplice. Dalla variazione dell'angolo di accostamento della nuova spira a quella precedente, si ottengono le varie forme di manufatti. È la tecnica più utilizzata per realizzare cestini perché permette rapidità nell'operazione di intreccio e garantisce altresì resistenza nel tempo. Le spire sono sottili e permettono la realizzazione di decori a triangolo chiamati bichi o archi, in punto a torsione, per impreziosire l'orlo o in alternanza alla tessitura della parete. La spirale è costruita con un fascio di fieno marino o culmi di grano essiccati. La base di partenza dell'intreccio è un piccolo nodo (bidigu) di palma o rafia , che darà vita ad una spirale di ordito, sulla quale si definiranno gli intrecci. La tessitura, sempre spiraliforme, è realizzata a punto fisso con l'ausilio dell'auggia,con foglie di palma nana, essiccata e reidratata, fatte passare nella spira sottostate cucendola con quella in esecuzione. La costruzione avviene punto dopo punto: ad ogni giro di tessitura corrisponde un punto che stringe l'ordito e tende la trama per conferire maggiore resistenza e durabilità all'intreccio e al manufatto. La distanza tra un punto e l'altro (passo, denominata a Castelardo carela) è pari allo spessore della trama avvolgente. Anche in questo caso, dalla variazione dell'angolo di accostamento della nuova spira a quella precedente, si ottengono le diverse fogge di manufatti.
La tradizione castellanese dedita all'intreccio è puramente orale, custodita nel sapere e nel talento delle cestinaie e degli intrecciatori della città. Questi però devono la loro fama artigiana anche all'artista Eugenio Tavolara, che negli anni '60 e '70 del 1900 insegnò loro un novo modo di intendere il lavoro dei manufatti: più come forme di arte che semplici utensili da lavoro o d'ausilio alle attività quotidiane. Nascono così forme, decori e utensili innovativi, frutto dell'abilità manuali ma altresì del gusto artistico degli artigiani. Sin dai tempi passati sono tre i manufatti che si caratterizzano come tipici di Castesardo: lacorbula il canestro e la pontina, i primi due emblemi dell'intreccio castellanese. Questi riprendono le forme classiche dell'intreccio della tradizione, che variavano a seconda dell'uso ma che oggi, come negli anni di Tavolara, presentano anche forme miniaturistiche, diventando gadget per turisti e pratici ed eleganti oggetti d'arredo. Il terzo la pontina, un oggetto presente in tutte le case di Castelsardo è un contenitore per biancheria, in passato era una sorta di cassetto-armadio dei più poveri e assumeva diverse fogge e capienza.

Decori
Castelsardo conserva una vasta campionatura di decori da quelli più caratteristici e classici della tradizione a quelli trasmessi e acquisiti con l'architetto Tavolara. Tra i decori della tradizione troviamo: la greca antica, che è il disegno più ricorrente è rappresenta la forma di decoro più classica; la greca doppia, meno comune; il decoro a zefir, vale a dire a coda di Zefiro, il caldo vento di ponente che soffia in primavera. E ancora decori che riprendono le forme dalla natura come le onde, i fiori, le stelle, motivi fitomorfi, geometrici e antropomorfi. Interessanti i tipi di decori introdotti da Tavolara, sempre richiamanti la tradizione agraria e i lavoro dei campi: il più conosciuto è il campo di grano, dalle linee uniformi e monocromatiche che si spezzano seguendo un tratteggio. Poi il ricamo a mezzaluna che evoca l'immagine della falce, strumento agricolo per eccellenza. Grazie a Tavolara mutano i colori, diventando più vivaci, accesi, e insoliti. Nel tempo cambiano anche le dimensioni passando dai grossi manufatti utili per il lavoro nei campi e della casa a manufatti più piccoli graziosi e dai disegni eclettici, delle vere opere d'arte dalle forme e tipologie insolite come: zuccheriere, borse, cofanetti, piatti arricchiti e resi unici dal gusto e dalla creatività dell'artigiano che lo realizza.
(Credits: mimcastelsardo.it)

Nessuna connessione internet